Il concerto era...beh, lo sapete. Fantastico. Ed essere lì era strano, surreale. Vedere questo piccolo uomo che correva come Benigni all'età che ha, e suonare per tre ore di fila, alla faccia delle rockstar 30-enni del cazzo che suonano un ora e mezza e Clap your hands eccettera.
Lennard è onesto. A suo modo, lo è sempre stato. Entra alle 21.30, mentre da fuori si sente il coro Vergogna vergogna vergogna per almeno qualche minuto.
Esce alle 00.30. Fanno tre ore. Con una pausa di 10-15 minuti fanno due ore e cinquanta. Tante. Lo sapevo che era così. Lo dicevo anche a un amico fuori, prima dell'inizio, cercando di assumere il comportamento del tipo Sono il più grande conoscitore di Lennard, ma in fondo non ci credevo. Dovevo provare, ed è andato così. Forse Lenna si vergogna ancora a chiedere i miei soldi, e cerca di giustificare. E' uno vecchio stile, pane al pane.
Sono a qualche metro dall'Maestro. Per un attimo provo pietà per questo piccolo uomo costretto al tour mondiale per la sua moglie e per me. Dura solo un'attimo, io sono più egoista di lui. Canta Dance me con gli occhi chiusi, ma vedo poco. Due alla mia destra quasi vengono alle mani, una signora inglese cerca di farmi alzare dal mio posto, qualcuno dietro manda tutti a fanculo perché agli concerti si deve arrivare in orario. Anjani manca, ma la Robinson non è da meno.
La voce, già. La voce di Dance me non è quella spietato di Dress Reharsel Rag. Mi preoccupo, sono nel panico. Dammi la voce di Dress, dammi la voce di The future. Ma poi lo fa. Give me back the Berlin wall, give me Stalin & St. Paul. La voce è ancora quello, mi dico, calmati Darien, calmati.
Poi è un orgia. Marianne, Gypsy wife. Belle, ma io voglio cose cattive.Cosa ti è successo in quel monastero? Non sarai mica diventato politically correct come tutti gli altri? Voglio Dress, voglio Avalanche, voglio Nancy. Evita le cose serie, ma non per tanto. Susanne fa venire i brividi. Quando intona Halleluyah voglio morire. Lui continua ad uscire e ad entrare dalla scena, e a presentare i suoi ragazzi. Applausi per tutti. Quando finisce una canzone corre fuori, lascia gli applausi al gruppo, poi ritorna. Esce, entra, presenta, corre. Dice che è speciale cantare davanti alla statua di Paolino, Paolina ( ?!?!?!?!?!?! )
Andiamo avanti così per delle ore e io perdo i sensi. Si ride, lui svela la Verità. Closing time, e mi arrendo alla fine della serata. Ma è solo un'altro scherzi, forse il Piccolo Ebbreo va avanti ancora a Mantrix perché non si ferma. I love you Lennard, grida qualcuno. I'm proud of you too, risponde calmo. Mi preoccupo. Devi riposare Maestro, sei un Toreador, lo hai provato. Adesso devi riposare.
E' mezzanotte, scattano i ringraziamenti. Prima Manhattan. Certo, è lui, la voce è quella. Ne dubitavo certo? Grazie, non solo per essere stati qui stasera, but for keeping my songs alive. Drive safety and il coro della mezzanotte, forse ancora ubriachi. Saluto il Maestro!
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lunedì 28 luglio 2008
Darien scrive...
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