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martedì 30 novembre 2010

Scadenze

Ci sono delle scadenze alle quali sono abituata. Altre che aspetto addirittura in ansia. E poi c'è L'innamoramento! Ogni 5 anni, ora ne ho la certezza assoluta, mi innamoro. Perdutamente, terribilmente, totalmente. È indifferente chi sia l'oggetto di tale tempesta di attenzioni, io mi innamoro e basta. Ed esserci già passata non importa, anche se certi trucchi avrei dovuto impararli come si faceva a scuola, quando finisce ci sto da cane.
(...di questi tempi il concetto del cane che sta male solo perché è un cane non rende tanto l'idea, quindi via, sto decisamente peggio io...)
E il periodo che segue, ovvero 5 anni, è il tempo che mi serve per guarire, per aprirmi di nuovo, per dimenticare tutto, in modo da buttarmi tutta sana nelle braccia del prossimo carnefice. Pur avendo avuto a che fare, un paio di volte, con la specie Uomo Innamorato, la mia vita sentimentale è disastrosa. A quanto pare, per me, non è destino essere amata da chi amo.
E allora mi faccio un post per mettere nero su bianco un paio di cose da ricordare sempre. Nessuno ti dice mai le parole che vorresti sentire. E allora io me le dico da sola.

Innamoramenti di prima categoria:

-Arancia Man e L-il Bastardo-
Ecco, come sarebbe stata la mia vita con loro? Un incubo! E poi, è garantito, li avrei traditi col primo coetaneo, magro, bello e possibilmente senza figli ed ex mogli sparsi nel mondo.
-Mr. Quasiperfetto-
E qui le parole si sprecherebbero ma siccome 7 mesi persi dietro a lui sono già una perdita di tempo immensa, vorrei solo ricordare che, una volta passato la follia dell'amore, mentre i primi due rimangono degli intellettuali, intelligentissimi e coltissimi, tra quest'ultimo e un cetriolo, tranne la forma, si faceva fatica a trovare le differenze.

Innamoramenti di seconda scelta (seconda scelta suona meglio di seconda categoria):

Brrr, brrrividddddiii, brrrividisssimi e sudore freddo! Ovviamente tra questi il numero è più alto. Sono archiviati sotto questa infelice categoria:

pazzi scatenati (di quello con certificato medico, per intenderci)
mediocri pieni di sé e capaci di trasmettere sentimenti allo stesso livello di un carciofo
mediocri modesti e capaci di trasmettere sentimenti allo stesso livello di un carciofo (bambini oggi c'è minestrone di verdure sul menu)
bisessuali confusi ma con dei bellissimi occhi blu (ognuno ha le proprie debolezze e io davanti a degli occhi blu muoio sempre un pò)
uomini fantastici colpevoli solo di non emanare feromoni capaci di farmi perdere la testa (sigh)
bravi ragazzi colpevoli di non condividere niente di niente di niente con me (e comunque io sono stata molto brava a provare per anni a far funzionare le cose)

Detto questo, mi manda sempre in bestia essermi dovuta subire tutti questi ma "101 MODI PER RICONOSCERE IL TUO PRINCIPE AZZURRO (SENZA DOVER BACIARE TUTTI I ROSPI)" non l'avevo ancora letto e quindi la colpa non è del tutto mia...o?

giovedì 2 settembre 2010

Dogs and Girls

Lui: Secondo me, io alle donne piaccio per il mio fascino da "crocerossino"
Io: Secondo me invece, tu piaci per il tuo fascino da "ti passo sopra col carro armato"
...
Io: Sai, per noi donne il tempo passato insieme viene vissuto più intensamente, come se i momenti valessero il doppio
Lui: (con aria smarrita) ho capito...siete come i cani più o meno...

giovedì 22 luglio 2010

Terapia Antidolore (consigliata per la fine di un amore)

Dovete sapere che tra il post dell'innamoramento - di mesi fa - e ora ne sono successe di cose alla piccola Hampty. Cioè, si è innamorata alla follia, dopo un mese è finalmente riuscita a farsi baciare, è stata insieme al tipo che sembrava uscito dai suoi sogni - non quelli con Bardem ma cosa vuoi, bisogna accontentarsi - ed infine è stata lasciata all'improvviso giovedì scorso!
Sembra mio destino essere lasciata con frasi che cominciano con "stiamo così bene", o "morirei per te", o giù di lì insomma, e anche questo amore - totalmente unilaterale - è andato in frantumi.
In questi mesi la cinica H. aveva ceduto con grande stile e molto volentieri il posto alla tenera, dolce, occhidacerbiatto che 6 anni fa si era perduta dietro a L-Il-Bastardo. Avevamo passato insieme dei momenti bellissimi, condiviso tante situazioni, e quando giovedì ha detto che forse ama un'altra da 10 anni senza essere corrisposto, pensavo ad uno scherzo. Molto di cattivo gusto, ma comunque scherzo, nessuno può amare per 10 anni, per di più senza essere mai corrisposto. Chi è, Florentino Ariza, cazzo?! L'ho lasciato immediatamente, ommmmeglio immediatamente dopo aver pianto davanti a lui per ore. Ho rivissuto in questa settimana i momenti peggiori delle mie precedenti storie d'amore, quelli della fine. Ed è, cazzo, sempre in estate e sempre a luglio. Comincio a pensare, se mai avrò un altro Amore così, di andare in ritiro in questo sfigato mese. Di non rispondere a nessuna chiamata, nessun messaggio, di andare insomma in una specie di estivo letargo-salvAmore.
Dopo aver pianto - come consiglia il Passo nr. 1 di tutte le più rinomate ed efficaci Terapie Antidolore - tutte le mie lacrime, ieri sera ho deciso che era tempo di affrontare il Passo nr. 2 Uscire/Fare altro! C'è da dire che, grande e unico vantaggio di questa orrenda situazione, ho trovato la linea perfetta. Non mangio da una settimana, figo, troppo figo!
"C" l'ingegnere tedesco, si era fatto avanti da tempo per un appuntamento. Decido di vederlo ieri sera, pensavo a un aperitivo in centro. Ci facciamo un drink - ricordiamoci per favore che H. è a stomaco vuoto - poi un altro, poi optiamo per il cinema all'aperto. Scelgo io! Visto che la scorsa settimana, essendo una mezza capra ignorante, per tirarmi su ho voluto vedere "Manolete" perché c'era la Cruz - vi lascio immaginare come sono uscita dal cinema - stavolta vado sul sicuro. Scelgo Checco Zalone, ho bisogno di ridere io. Ho dimenticato che l'ingegnere tedesco non capisce proprio bene le battute in italiano, figuriamoci quelle in pugliese, ma che essendo un ingegnere vuole capire tutto nel dettaglio. Mi tocca ripetere, scandendo, ogni parola su due, cosa veramente molto irritante. Durante l'intervallo lui, gentilissimo, si offre di portarmi un drink. Dovevo capire che non è l'uomo giusto per me già quando si presenta con l'unico drink che proprio non riesco a mandare giù, ma sorrido a denti stretti e visto che fa molto caldo bevo. E comincio ad accusare il colpo. Rido sempre di più e siccome da brilla divento molto intelligente comincio a far finta di non capire neanch'io le battute. Cosa vuole, io sono albanese alla fine!
Il film finisce, lui è sempre più gasato, ride in continuazione - cazzo ridi mi vien da dire - e decide che la serata è troppo bella per finire. Io mi irrigidisco, per me la serata era bella ma se finisse ora lo sarebbe ancora di più, ma non dico niente. Propone un giro in un "posto bellissimo, vedrai" e io malvolentieri accetto. Tra i mille difetti che ho c'è anche quello di soffrire ogni oggetto che si muove - ascensore compreso - e vederlo che si dirige verso la montagna mi inquieta. Con una stretta al cuore penso che durante questi mesi con Mr. Perfetto non ho mai sofferto la macchina. Siamo andati fino a Modena, niente, stavo benissimo. Ah l'Ammmmmore!
Torno al presente, concentrandomi per non vomitare in auto quando vedo le curve. Fidatevi che fatte a 80 km da un tedesco non sono il massimo. Finalmente mi dice che siamo arrivati. Arrivati?! Nel nulla! Nel buio più totale! A farci luce solo la luna, che vedendo come si metteva, ha deciso di farsi i cavoli suoi dietro l'unica nuvola nel cielo. Lui mi fa uscire dalla macchina, si dirige verso una pianura recintata e mi fa segno di seguirlo. Ora, io non abito a Manhattan, ma essendo uscita in città vi lascio immaginare come mi ero vestita. Gli ricordo che ho i tacchi ma lui, ormai in preda alla follia totale, mi tira dalla mano. Non so se sono più spaventata o arrabbiata e intanto, nel dubbio, comincio a imprecare in albanese. Lo seguo, attenta a non inciampare e cercando di farmi venire un'idea per tirarmi fuori dalla situazione. Sento dei campanellini, non è che, omiodio! Le capre! Lui mi tranquillizza dicendo che le capre sono dolcissime, cosa che non mi risulta ma non oso contraddire il matto. Mi trascina su per una specie di collinetta dalla quale pretende di vedere tutta Bolzano, invece sono solo le luci dell'autostrada ma rimango ancora zitta. Poi si toglie la maglietta, mi ci fa sedere sopra e mi chiede con quella voce che ormai detesto, se può farmi un massaggio! Mi viene simpaticamente in mente l’ingegnere tedesco che mangiò il suo amante un pò di anni fa. Rabbrividisco al pensiero e senza neanche pensarci rispondo "Mi sembra un film del'orrore!" Poi chiudo gli occhi e aspetto la mia fine! Invece lui si alza, si rimette la maglietta, mi prende in braccio, perché giù dalla collinetta al buio e con i tacchi è umanamente impossibile e andiamo via. Durante il ritorno non parliamo più. Mi chiede dove portarmi e gli dico di lasciarmi dove vuole in città perché ora sto per vomitare sul serio.
Scendo dalla macchina, faccio due passi. Ricordo che oltre ai primi 2 Passi ho anche seguito il 2° Rimedio della T.A. "Fare uso di alcool", e fiera di quanto sto superando bene la fine del mio amore mi dirigo verso casa. Abbasso gli occhi e orrore, orrore! su un bastardissimo tombino vedo scritto il nomignolo che avevo dato a Mr. Perfetto, giuro che c'era scritto, era la sigla della ditta dei tombini (ovviamente non lo sapevo). Con le mani tremanti tiro fuori il cellulare e di getto gli scrivo che mi manca, che lo penso, che sto male, che mi odio e che lo odio. Aspetto tremante la risposta, e nel frattempo mi viene in mente che c'era una piccola clausola nel 2° Rimedio, e cioè di stare molto attenti a NON cercare mai l'ex sotto l'effetto di alcool.
Merda, cazzomerda, minchiacazzomerda!

giovedì 27 novembre 2008

My child! My love!


Ho un portatile! La cicogna me l'ha portato stamattina, è così bello e io ne sono già innamorata, alcuni rimarranno perplessi, ma altri (vedasi Sun) mi capiranno perfettamente. Pesa 2,9 kg. poor baby.
Gioite con me e aiutatemi a trovargli un nome.

lunedì 25 agosto 2008

Hallo!

Vienna è stata amore a prima vista. Mi ci è voluto tempo per "incassare il colpo" e riprendermi dalla sensazione che ha lasciato, sfondando (espressione rubata) la mia testa ed il mio cuore.

Il colpo di fulmine è una cosa che non puoi spiegare, appena scesa dal treno, dopo un viaggio di 7 ore, respirare l'aria stranamente calda della città mi ha fatto subito riprendere. Nell'andare in albergo la vista di questa città elegante, bella, grande ma ordinata, dai colori caldi mi ha riempito il cuore. Ho trascorso dei giorni bellissimi, visitato musei, la casa di Freud, castelli, e trovato anche il tempo di andare un paio di giorni fuori città in un museo-castello-albergo.
Non ho fatto shopping, non riuscivo a staccarmi per entrare nei negozi, purtroppo non ho comprato niente come ricordo. Non ho mangiato neanche la Sacher, ho vissuto con patetico sentimentalismo la "relazione" con la città senza farmi distrarre. Solo qualche souvenir dal Leopold Museum. E ad ogni via una foto, molte fatte male, ma così si aveva la sensazione di riviverle dopo.
Ho avuto l'impressione di crescere, per la prima volta ho pensato seriamente a cosa fare della mia vita e ho sentito forte il bisogno di voler prendere decisioni importanti. Sono tornata a casa con nel cuore l'angoscia di chi si separa da un nuovo amore, ma con la promessa di ritornare prestissimo.
Ora sono abbronzata (per via dell'ultima settimana al mare), contenta e rilassata. Pronta per una nuova stagione di chiacchierate, risate e riflessioni nella vita e anche in rete.

giovedì 26 giugno 2008

"Donne che amano troppo" di Robin Norwood

"Invece di una donna che ama qualcun altro tanto da soffrirne, voglio essere una donna che ama abbastanza se stessa da non voler più soffrire.

Le famiglie disturbate hanno tutte lo stesso effetto sui figli : i maschi diventano collerici con comportamento distruttivo e attaccabrighe; le femmine si prendono cura di qualcuno o qualcosa che è in situazione di bisogno: alleviando la sua sofferenza, cercano di lenire la propria.
Sono attratte da chi fa loro rivivere il tormento sopportato con i genitori, quando cercavano di essere così brave, amabili, soccorrevoli e brillanti da riuscire a conquistare l'amore, l'attenzione e l'approvazione di chi non poteva dare loro il necessario a causa dei propri problemi e delle proprie preoccupazioni personali.
Avendo tendenza alla depressione, cerchiamo di prevenirla con l'eccitamento che viene da rapporti e situazioni instabili.
Da adulte crediamo che far funzionare tutto dipenda solo da noi, ci diamo continuamente da fare per dimostrare di essere buone, perchè non crediamo di esserlo e abbiamo bisogno di stare con persone che possiamo aiutare per sentirci forti e capaci e non alla mercè degli altri. Avendo il controllo della situazione, abbiamo la prova e la sicurezza della nostra funzione. Non sappiamo cos'è una relazione felice e così cerchiamo chi non sia ciò che vogliamo per trasformarlo per merito nostro. Usiamo l'ossessione verso le persone che amiamo per dimenticare il nostro dolore, il senso di vuoto, paura e rabbia; usiamo le relazioni sentimentali come una droga per non provare quello che sentiremmo se pensassimo ancora a noi stesse. Siamo molto acute nel capire di che cosa hanno bisogno gli altri e che cosa dovrebbero fare, ma non ci rendiamo conto dei nostri sentimenti personali e non siamo capaci di lasciarci guidare dalle nostre emozioni nel fare le scelte necessarie e importanti per la nostra vita; spesso non sappiamo davvero chi siamo e cerchiamo di non scoprirlo immergendoci nei problemi altrui. Avendo imparato da bambine a negare il nostro bisogno disperato di avere qualcuno che avesse cura di noi, da grandi abbiamo cercato altre occasioni per fare quello che avevamo imparato tanto bene: preoccuparci dei desideri e delle esigenze di qualcun altro, invece di riconoscere la nostra paura, il nostro dolore e i nostri bisogni ignorati.
Abbiamo finto per tanto tempo di essere adulte, chiedendo così poco e dando così tanto, che ormai sembra troppo tardi perchè possa venire il nostro turno di ricevere le attenzioni che non abbiamo mai avuto; continuiamo ad aiutare gli altri sperando che la nostra paura scompaia e che la nostra ricompensa sarà l'amore. Più l'infanzia è stata infelice, più è forte la spinta a rivivere le stesse sofferenze da adulti, nel tentativo di riuscire a dominarle.
Una bambina che nell'infanzia è sottoposta a troppe emozioni schiaccianti (paura, rabbia, tensioni insopportabili, sensi di colpa e vergogna, pietà per gli altri e per se stessa) verrebbe distrutta se non sviluppasse delle difese: la NEGAZIONE e il CONTROLLO. La negazione alimenta il bisogno di controllare, e l'inevitabile insuccesso del controllo alimenta il bisogno di negare.
Donne che amano troppo sono molto responsabili, impegante molto seriamente e con successo ma con poca stima di sé; hanno poco riguardo per la propria integrità personale e riversano tutte le loro energie in tentativi disperati di influenzare e controllare gli altri per farli diventare come loro desiderano.
Hanno un profondo timore dell'abbandono; pensano che è meglio stare con qualcuno che non soddisfi del tutto i loro bisogni ma che non le abbandoni, piuttosto che un'uomo più affettuoso e attraente che potrebbe anche lasciarle per un'altra donna.
Donne che amano troppo sviluppano relazioni in cui il loro ruolo è quello di comprendere, incoraggiare e migliorare il patner; questo produce risultati contrari a quelli sperati: Lui, per poter conservare autonomia e rispetto di se stesso, deve smettere di vedere in lei la soluzione di tutti i suoi problemi, e considerarla invece la fonte di molti se non della maggior parte di questi. Allora la relazione si sgretola e la donna piomba nella disperazione più profonda. Il suo insuccesso è totale: se non si riesce a farsi amare neppure da un uomo così misero e inadeguato, come può sperare di conquistare l'amore di un uomo migliore e più adatto a lei? Si spiega così come mai queste donne fanno seguire a una cattiva relazione una peggiore: perchè con ciascuno di questi fallimenti sentono diminuire il loro valore. E sarà per loro difficile rompere questa catena finchè non saranno giunte a una comprensione profonda del bisogno che le riduce a comportarsi così.
Purtroppo se non possiamo amare troppo un uomo, di solito non riusciamo ad amarlo affatto. Nelle relazioni di donne che amano troppo, per gli uomini è sempre presente il fascino della donna forte, che in qualche modo promette di conpensare le manchevolezze che ciascuno di questi uomini sentiva in se stesso o nella sua vita.
Molte donne commettono l'errore di cercare un uomo con cui sviluppare una relazione senza aver sviluppato prima una relazione con se stesse; corrono da un uomo all'altro, alla ricerca di ciò che manca dentro di loro; la ricerca deve cominciare all'interno di sé. Nessuno può amarci abbastanza da renderci felici se non amiamo davvero noi stesse, perchè quando nel nostro vuoto andiamo cercando l'amore, possiamo trovare solo altro vuoto.
Dobbiamo guarire dal bisogno di dare più amore di quanto se ne riceva; guarire dal continuare a estrarre amore dal buco vuoto che c'è dentro di noi.
Una donna che ama troppo è abituata a caratteristiche e componenti negativi e si trova più a suo agio con questi che con il loro contrario.
Qunado un uomo, oltre all'attrazione sessuale, prova per lei amore e affetto, si spaventa. O fugge o lo fa fuggire.
Finchè continuiamo a comportarci così, cercando di sfuggire a noi stesse e al nostro dolore, non possiamo guarire. Più ci dibattiamo e cerchiamo altre vie di scampo, più peggioriamo , mentre cerchiamo di risolvere la dipendenza con l'ossessione. Alla fine, scopriamo che le nostre soluzioni sono diventate i nostri problemi più gravi. Cercando disperatamente un sollievo e non trovandone alcuno, a volte arriviamo sull'orlo della follia.
Ciò che manifestiamo esternamente è un riflesso di ciò che c'è nel più profondo di noi: ciò che pensiamo del nostro valore, del nostro diritto alla felicità, ciò che crediamo di meritare dalla vita.
Quando cambiano queste convinzioni, cambia anche la nostra vita.

CARATTERISTICHE DI CHI E' AFFETTO DA OSSESSIONE E DIPENDENZA:
negazione del fatto-menzogne per nascondere quello che succede-fuga della gente per nascondere i problemi-tentativi ripetuti di controllare-inspiegabili alti e bassi di umore-rabbia-depressione-sensi di colpa-risentimento-gesti inconsulti-violenza-incidenti dovuti alla preoccupazione-odio di sé/autogiustificazione-malattie fisiche dovute a disturbi connessi allo stress.

CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI GUARIGIONE E DIPENDENZA:
ammettere l'incapacità di controllare la malattia-cessare di fare la colpa dei propri problemi agli altri - concentrarsi su se stesse, assumendosi la responsabilità delle proprie azioni-cercare l'aiuto dai propri pari-cominciare ad affrontare i propri sentimenti invece di ignorarli ed evitarli-formare un circolo di amiche con interessi sani.
Quando incominciate a rinunciare a controllare chi vi sta vicino, potete realmente provare la sensazione fisica di cadere da una rupe.
Quando liberate gli altri dai vostri tentativi di controllarli,la sensazione di non avere più il controllo di voi stesse può essere allarmante. Ricordate che nessuno ha il potere di cambiare un altro, tranne la persona stessa. Concentrate le vostre energie sul compito di aiutare voi stesse.Rimarrà sempre la tentazione di cercare ancora fuori di voi una ragione di vita. Reprimete questa tendenza e continuate a concentrarvi su voi stesse.
Quasi tutta la follia e la disperazione che vi invade viene direttamente dai vostri tentativi di dirigere e controllare qualcosa che non è in vostro potere.
Finchè non ci assumiamo la piena responsibilità delle nostre decisioni, scelte, vita, felicità non siamo esseri umani pienamente maturi, ma restiamo delle bambine dipendenti e spaventate in un corpo da adulte. Diventando meno bisognose d'affetto, è più facile che i nostri bisogni vengano soddisfatti.
Donare il nostro amore senza aspettarci niente in cambio è la cosa più naturale (e giusta) da fare.
Quando finalmente ci limitiamo ad "essere" invece di "fare" ci sentiamo imbarazzate e molto vulnerabili. La mutua commiserazione come criterio di amicizia deve essere rimpiazzata da mutui interessi molto più remunerativi.

LA VIA DELLA GUARIGIONE
-Andare a cercare aiuto
-Considerate la vostra guarigione una priorità che ha il diritto di precedenza su qualsiasi altra
-Trovate un gruppo di sostegno fatto da vostre pari che vi capiscano
-Sviluppate il vostro lato spirituale con esercizi quotidiani
-Smettete di dirigere e controllare gli altri
-Imparate a non lasciarvi invischiare nei giochi di interazione
-Affrontate coraggiosamente i vostri problemi e le vostre manchevolezze personali
-Coltivate qualsiasi bisogno che debba essere soddisfatto in voi stesse
-Diventate "egoiste"
-Spartite con altre donne quello che avete sperimentato e imparato
-Trovate affermazioni positive da ripetervi più volte nel corso del giornata: hanno il potere di eliminare i pensieri e i sentimenti distruttivi, anche quando la negatività dura da anni.
CARATTERISTICHE DI UNA DONNA GUARITA DALLA MALATTIA DI AMARE TROPPO
-Accetta pienamente se stessa, anche se desidera cambiare qualche aspetto della sua personalità.
Questo amore e rispetto di sé stessa è fondamentale e lei lo alimenta con affetto, e si propone di espanderlo
-Accetta gli altri come sono, senza cercare di cambiarli per soddisfare i suoi bisogni
-E' consapevole dei suoi sentimenti e del suo atteggiamento verso ogni aspetto della vita, compresa la sessualità
-Ama tutto di se stessa: la sua personalità, il suo aspetto, le sue convinzioni e i suoi valori, il suo corpo, i suoi interessi e i suoi talenti. Valorizza sé stessa invece di cercare di trovare il senso del proprio valore in una relazione
-La sua autostima è abbastanza profonda da consentirle di apprezzare il piacere di stare insieme ad altre persone e preferisce uomini che siano a posto così come sono. Non le necessita che qualcuno abbia bisogno di lei per avere l'impressione di valere qualcosa
-Si permette di essere aperta e fiduciosa con chi lo merita; non ha paura di lasciarsi conoscere a un livello personale profondo, ma non si espone al rischio di essere sfruttata da chi non ha riguardo per il suo benessere
-Si domanda. "Questa relazione va bene per me? Mi consente di sviluppare tutte le mie possibilità e diventare quello che sono capace di essere?"
-Quando una relazione è distruttiva, è capace di lasciarla perdere senza sprofondare nella depressione ha una cerchia di amiche che la sostengono e fanno del loro meglio per vederla uscire da una crisi.
-Apprezza più di ogni altra cosa la propria serenità; tutte le lotte, le tragedie e il caos del passato hanno perso il loro fascino; ha un atteggiamento protettivo verso sé stessa, la sua salute e il suo benessere.
-Sa che una relazione, per poter funzionare, deve essere tra due patner che condividono valori, interessi e fini, e che siano entrambi capaci di intimità.
-Sa anche di essere degna del meglio che la vita può offrirle."

mercoledì 9 aprile 2008

Riflessioni serie! :-D

La ricomparsa di Voi-sapete-chi in aggiunta a un paio di conversazioni mi ha fatto riflettere su alcune cose che mi piacerebbe capire. In seguito ad un post su un sito vengo accusata di frustrazione, insoddisfazione e superficialità. Commentando il film più stupido che Raoul Bova poteva mai interpretare, avevo semplicemente messo in chiaro che l'amore tra un 37-enne ed una bella 17-enne non sempre è disinteressato. Che da parte di lui può esserci l'attrazione, il sesso, il desiderio di comandare, la voglia di sentirsi giovane, e in lei il piacere di sentirsi donna, di vedersi viziata e perché no anche i soldi, visto che lui nel film non era uno spazzino. Avevo inoltre aggiunto che l'uomo di oggi con tutte le sue insicurezze, non porta avanti questo tipo di rapporto molto a lungo. Non si parla dei 20 anni di differenza ma del fatto che a 17 anni, oggi, non sempre si ha la maturità, la malizia, la prontezza, la lucidità e neanche la voglia di poter costruire un futuro.
Poi, particolare non trascurabile, avevo evidenziato il fatto che nei film la donna matura viene rappresentata con tutti i suoi difetti, insicurezze e altro, e se mai ha una relazione con un uomo più giovane, questo è sempre una mezza schiappa. E che anche nel film stesso la ex di lui era tutto tranne bella, e oddio, donne stupende di 37 anni non era difficile trovarle. Mai visto una coppia tipo Demi Moore e il suo giovane compagno, (anche se poi io preferivo Bruce). Quindi qual'è il messaggio? Voi donne sui 40 pensate alla lapide, mentre gli uomini possono pavoneggiarsi con le fanciulle in fiore?
Ovviamente questa era una mia opinione, di donna giovane, con esperienze, non tutte cattive poi, e soprattutto non il solito racconto di una sfigata. Apriti cielo invece! Dovevate leggere come si sono arrabbiate le donne, mamma mamma, e giù con i commenti pesanti e offensivi. Io ho offerto virtualmente una camomilla a molte di loro. Yeah!
Ma lo stesso mi spiace per tutto il rancore che molte donne portano avanti negli anni. Mi spiego meglio, avete mai fatto caso che un uomo finita una storia d'amore passa all'altra, ricomincia da capo e addirittura migliora? Non si fa problemi, non porta odio, anzi gli errori del passato li usa per poter migliorare il presente e il futuro, per evitare le persone sbagliate.
Noi donne invece, io per prima, non ci calmiamo mai, passiamo la vita a voler cambiare un uomo e l'idea di cambiare uomo non ci sfiora. Ci scontriamo sempre con le stesse persone sbagliate e con il lui di turno sfoghiamo tutta la cattiveria subita precedentemente. Grande difetto!
Io da quando l'ho capito vivo meglio, cioè da 3 settimane, ma comunque è già un inizio. ;-D

giovedì 27 marzo 2008

Io e gli uomini!

Acida bisbetica come mi sento in questo periodo, per completare, scrivo la seconda parte della serie "ME V/S MONDO" .
Premetto che non ho mai capito gli uomini, nella loro semplicità sono la cosa più complicata che possa esistere. Ho avuto storie importanti, ho amato tanto, sono stata anche amata, quindi questo non è il racconto della solita sfigata. L'unica cosa strana è che ho sempre trovato gli amori della mia vita mentre facevo coppia fissa o soffrivo per qualcuno. In un articolo ho letto che attorno alle donne in cerca di uomini si forma una specie di aura negativa che li allontana. Hmm! In parole povere quindi, grazie alla mia aura da "occupata" ho trovato sempre degli uomini fantastici. Il problema è che appena io mi sia liberata dalla precedente relazione, loro se ne sono andati insieme all'aura. Alterno fasi da single sconsolata a fasi di cellulari sempre squillanti da nascondere, piccole bugie, per non far male a nessuno e soprattutto da dover ricordare a vita. Perché gli uomini anche se negano spudoratamente, si ricordano meglio di noi i primi tempi e tutto ciò che è stato detto e fatto. Per quanto male possa suonare, sembra che i miei uomini abbiano amato solo l'altro uomo dentro di me (nel cuore intendo). Se ci provo da sola a trovare qualcuno finisce così;
Se ad un uomo faccio capire che mi piace, direttamente, senza stare li a sbattere le palpebre fino a farmi cadere le ciglia, se ne va a gambe levate dalla prima che comunica solo arrossendo ed ammiccando manco fosse Heidi.

Se un uomo mi offre 1 caffè in più me lo rinfaccia per poi però offrire ad un'altra il mondo perché poveretta lei non lavora, o studia, o anche solo perché è tanto dolce. E qui devo precisare che, per esperienza diretta, solitamente la dolcezza passa subito dopo il raggiungimento di qualsiasi obiettivo da parte di lei, o al massimo dopo il matrimonio, ma questo gli uomini non riescono a capirlo.

Se ad un uomo faccio capire che sessualmente mi prendo le mie soddisfazioni dice che non vuole una donna ninfomane, sposa una frigida, per poi tradirla dopo il primo mese. Il massimo sarebbe con me, ma ovviamente piuttosto torno vergine. Guai a voi se gli dite che vi è piaciuto. La prima volta si sente un dio, ma poi vi guarderà malissimo, si farà prendere dal panico, vi porterà a letto sempre più raramente finché non comincerete a sbadigliare di nuovo mentre fate sesso.

Si perché oggi va di moda sembrare deboli, sottomesse, taciturne, timide e dipendenti. "Qualità" che purtroppo io non ho. "Qualità" che non tutte possiedono ma che a volte sanno simulare molto bene. E non venitemi a dire che si tratta solo di beccare quello giusto.

martedì 25 marzo 2008

Dolce ricordo d'infanzia

Sono cresciuta con i nonni perché mia madre doveva lavorare e io odiavo l'asilo, (non potevo fare la primadonna e la cosa mi disturbava). Ho avuto un'infanzia così meravigliosa che quando mi chiedevano cosa volevo fare da grande la mia risposta logicamente era "la Regina". Ero già principessa e la casa con i nonni e le 3 zie era tutto il mio regno.
Quando sono nata io le mie zie avevano 13, 21 e 25 anni e crescere insieme a loro ha regalato alla mia vita un periodo che ricordo come il più bello in assoluto. Ricordo il caffé la mattina insieme all'amica chiacchierona della nonna, le passeggiate con lei raccogliendo rose che, dopo averci io giocato un po', venivano usate per fare una bevanda buonissima.
Alla faccia delle teorie, i cicli delle mie zie si susseguivano invece di essere contemporanei, quindi per 3 settimane al mese la casa era in preda alla sindrome premestruale, ovvero lamenti infiniti, risate e pianti stupidi ai quali a volte mi univo anch'io, così per far coro. Amavo quel mondo rosa e nel cuore rimangono impressi i trucchi, le stoffe, i vestiti che si facevano da sole, la gelosia nei miei confronti della più piccola, i suoi compiti, (ho imparato a leggere e scrivere a 4 anni e mezzo per poterli leggere e copiare), le loro amiche, le loro maschere facciali all'uovo che non ho mai capito a cosa servissero, insomma il loro universo. Ci scrivevamo lunghissime lettere anche se poi 2 ore dopo dormivamo insieme nella stessa stanza... Crescendo sono diventate ingegnere meccanico, tenente, e dentista. Donne forti e fragili allo stesso modo che hanno dato alla mia vita tutto ciò che ora ho.
A 7 anni sono dovuta andare a casa dei miei genitori e da li è nata l'espressione "i miei tempi felici" che si riferiva agli anni dai nonni. Ne sono passati 20 ma le sensazioni e la nostalgia sono ancora vive e una canzone o i profumi che ricordano quei tempi mi fanno venire la lacrimuccia.
E allora mi chiedo se il periodo più bello della mia vita sia già passato.

martedì 18 marzo 2008

Lettera a "L" - il Bastardo

Caro ex


Verso in questa pagina il veleno nei tuoi confronti in quanto su di te anche quello sarebbe sprecato.


Spero tu stia bene in mezzo ad una famiglia che per un anno hai "completamente dimenticato" di avere. Ti trattano bene? No perché svegliarsi da un giorno all'altro e ritrovarsi in un gruppo di estranei non sempre è facile. Mi preoccupo anche un po' dei tuoi problemi di memoria, spero ora vada meglio. Forse però dovresti cominciare a rivolgerti a qualche medico...
Io sto bene, ti ringrazio dell'interesse mostrato ogni volta che chiedi alle mie amiche, ma non temere, non dimenticherò mai ciò che tu hai fatto per me. Vuoi mettere l'angoscia dell'innamoramento, le farfalle nella pancia, i risvegli con in testa te, l'addormentarsi la sera con te nel cuore? Bleah! Che schifo vero? Era ora che crescessi, come dicevi tu in quella gelida mattina di luglio quando mi hai lasciata. Eh si, perché a 24 anni amare non era più fisiologico. Avevi ragione!
Stanotte ti ho sognato ancora, eri bellissimo come sempre, ed io ho sentito il profumo della tua pelle fino ad avere male al cuore e risvegliarmi. Non volevo però finire il sogno, è stato come essere lasciata di nuovo. Ma non preoccuparti sto benissimo, del resto sono passati solo 3 anni, dammi un po' di tempo!
Ti ricordi, caro, quando, 3 mesi dopo avermi lasciata, sei venuto ancora per lavoro in città, e dovendo rimanere per 2 settimane ti sentivi solo? Si perché ti mancavo, perché ogni angolo di ogni maledetta via ti ricordava noi. E io calpestando il mio cuore e ogni briciolo di orgoglio ti ho fatto compagnia, nei tuoi pranzi e cene, parlandoti di tutt'altro per tirarti su perché TU eri triste! A me che in questa città ci vivevo non hai però pensato. Poi alla fine delle due settimane te ne sei uscito con la proposta di incontrarci a 10 anni esatti dal giorno in cui ci siamo conosciuti e innamorati, allo stesso posto. Ma quanta crudeltà ci vuole? Ho incassato sorridendo e promettendoti che ci sarei stata. Poi però, una volta dalle tue parti, ti ho chiesto se prendevi un caffè con me e hai risposto "Assolutamente NO!".

Un giorno ti ho telefonato ma ha riposto lei, almeno credo, poi chissà, magari alla fine anche lei era un bugia. Ho scacciato il pensiero di farmici una bella chiacchierata solo perché credo che sia crudele fare del male ad una persona così simile a me. Sì, simile perché ama te. Non so se ancora, o se mai ti ha amato, ma dovrebbe essere così se mi hai lasciata per lei. Certo che in questo mondo non c'è giustizia, sennò, un piccolo uccellino, sai di quelli che andavano da mia madre quando da piccola combinavo qualcosa, le avrebbe detto qualcosa. Per non parlare poi della stranezza della totale indifferenza se tuo marito rimane fuori casa per settimane. E non ti chiamava mai! So che esiste però, l'ho vista insieme ai tuoi figli, l'adorata bimba e il bambino che non riuscivi ad amare perché nato ormai da un'unione infelice...

Ti racconto un po' della mia vita. Sai ho una storia con un uomo dolce, che mi ama. Il mio uomo "cuscinetto" ha però un piccolo difettuccio, i tuoi occhi ed il profumo della tua pelle. Che strano vero? Mi diverto tanto con lui, sfogo tutta la cattiveria accumulata per te, perché lui sai, ti assomiglia. Sapessi quanta rabbia il povero uomo ha dovuto subire! Mi fa ridere capire che mentre gli urlo penso a te...

Scriverti mi fa bene, mi rendo conto che sei un mostro. Non chiude la ferita ma allevia il dolore. Non leggerai mai tutto questo, continuerai a vivere nella tua Milano bene, snob e incurante di tutto, come lo sei sempre stato. Ricordati solo che hai perso l'ultima occasione per essere felice e anche se suona banale nessuno ti ha mai amato come ho fatto io.

...però il 25 novembre 2014 sarò lì nascosta a vedere se ci sei....:'-(