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giovedì 21 gennaio 2010

Cicogna confusa

Le mie amiche sono tutte incinte.
Peccato che non si conoscano tra loro, sarebbe bello fare un uscita circondata da tre pancioni.
L. e M. dovrebbero partorire verso il 30 di gennaio. Entrambe femmine!
S. invece un po' più tardi. L'ho incontrata un pomeriggio e abbiamo passato tutto il tempo a scegliere un bel nome. Chloe, Giulia, Alba, Afrodite, Nina, Lili, io ce l'ho messa tutta e sembrava pure quasi convinta. Essere io a scegliere il nome mi metteva di buon umore. Mi dava quella sensazione di importanza di cui hanno bisogno tutte le zie, zitelle, inacidite e soprattutto senza la prima materia ed il sostegno morale per poter far un figlio da sole.
Poi mi è arrivato un suo sms per avvertirmi che ci sarebbe un maschietto in più al mondo. Ipotesi scartata quasi con fastidio da entrambe, già al secondo mese.
Ero confusa! E per di più lei lo vorrebbe chiamare Jacopo! Ma vabbè, avrò un di tempo ancora per convincerla a non farlo.
In tutto questo idillio di donne serene, felici, dovreste vederle, sprizzano amore da tutti i pori e hanno lo sguardo più tenero di un cucciolo, pensavo a me. Che madre sarei, a chi assomiglierebbe mio figlio, cosa prenderebbe da me? Mi ritrovo a fare gli occhi dolci a tutti gli esserini sotto i 5 anni e il metro d'altezza. Tutti i bambini mi salutano. Anche se mi sento ancora troppo giovane e spensierata per averne uno. E poi ho sempre voluto a tutti i costi una femminuccia, con un maschio mi troverei spaesata. Mi hanno detto che c'è un calendario cinese, che pare funzioni pure, con le date giuste per concepire un figlio del sesso desiderato. E anche una lista di cibi, che se fosse vera, mi farebbe al 99 % madre di un figlio maschio visto la mia tendenza per i cibi "da maschietto".
Domenica sono andata a trovare una coppia di amici che ha appena avuto una figlia, le persone più simpatiche del mondo mi hanno parlato con una frequenza di 5 parole su 7 di "puzzette" e "cacchine" e hanno raggiunto il top chiedendomi se volevo assistere al cambio pannolini. Pensavo scherzassero e ho rifiutato ma vedendo l'orrore nei loro occhi, incredula mi sono diretta verso la cameretta. E lì il mio amore, desiderio, tic tac interno è svanito. Almeno per ora. E non per colpa di quel piccolo batuffoletto rosa che avrei riempito di bacetti, cosa che ovviamente mi è stata vietata per la terribile paura dei genitori di qualche strana malattia.