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lunedì 23 giugno 2008

Sweet sweet D!

Ieri notte ho sognato D, l'amico di sempre, brillante, intelligente, simpatico, bello, che purtroppo, in un momento di sofferenza (mia) è diventato il mio ragazzo.
E' durato 1 mese e mezzo compreso le mie ferie (di 3 settimane da sola). E' iniziato con "ci stimiamo tanto perché non proviamo a stare insieme" e mi e sembrata una buona idea. Perché no, è tutto ciò che una donna può volere, e poi insieme stiamo veramente bene. Quindi ok. Il primo bacio, subito dopo l'ok mi ha fatto capire che non poteva essere ok. Ma era troppo presto per giudicare. E poi avevo il cuore a pezzi, dopo L-il-B e quindi non potevo pretendere chissà cosa da me stessa.
Siamo andati avanti, lui ogni giorno più entusiasta ed io sentendomi sempre di più un verme, per una settimana, fino alle mie ferie. Il riposo non fece l'effetto sperato, ed invece di essere contenta ho passato ogni santo giorno a piangere per il bastardo che intanto era in ferie con la stirpe. In ferie, mentre il mio caro D. lavorava e mi scriveva di divertirmi ma di tornare presto perché gli mancavo tanto. Sono tornata e mi ha aspettata sotto casa con una rosa rossa. Io intanto raggiungevo il livello "viscida larva". Abbiamo parlato un po', io cercando di spiegare il mio disagio e lui dicendo che a noi ci teneva tantissimo e che la sua presenza mi avrebbe aiutata.
Non l'ho più visto. Ho inventato scuse terribili ogni giorno, per quasi 2 settimane, finché il giorno del suo compleanno quando l'ho chiamato per gli auguri, mi ha detto freddamente che stava partendo per le vacanze. Non ha parlato di un prossimo incontro e io non ho potuto e voluto chiedergli niente.
Inutile dire che non siamo più amici. Forse per lui è stato meglio così, ogni tanto mi invita (tanto per gentilezza) a bere un caffè ma finora non l'abbiamo mai fatto. Mesi fa ci siamo visti ad una cena e io volevo morire ma poi superato l'imbarazzo ci siamo pure divertiti insieme.
Il sogno è stato così reale che oggi non riesco a togliermelo dalla testa. E scrivere mi aiuta a capire. Il fatto è che mi sento in colpa. Non so spiegarmi il mio comportamento, di solito cerco sempre di non fare ad altri ciò che fa soffrire me. Non ne abbiamo mai parlato, è come se non fosse mai esistito.
E ciò che vedo nel suo sguardo le poche volte che ci incrociamo, non decifrabile se durezza o indifferenza, mi fa rabbrividire...